Tra i diversi disturbi legati alla gravidanza, le future mamme lamentano spesso difficoltà nell’andare in bagno. Si stima che circa il 35% delle donne in gravidanza soffra di stipsi, soprattutto durante il primo trimestre di gestazione: questo rende la stitichezza in gravidanza un disturbo molto comune, che si unisce ad altri disagi come ritenzione idrica, nausee e reflusso.

La stipsi però può essere tenuta sotto controllo con alcuni accorgimenti.

Le cause della stipsi in gravidanza

I motivi per cui buona parte delle donne incinte sviluppa una difficoltà di evacuazione sono solitamente riconducibili alla concomitanza di tre condizioni:

    • Errori di alimentazione 
    • Stile di vita non impeccabile 
    • Variazione dei livelli ormonali 

Sembra che nel primo trimestre il problema della stitichezza in gravidanza sia più accentuato, mentre proseguendo con la gestazione la stipsi si presenti in maniera minore. Questo si verifica perché nelle prime settimane di gravidanza si ha la produzione di progesterone, un ormone essenziale per il corretto proseguimento della gravidanza (consente, di fatto, un buon funzionamento della placenta). Questo ormone però non agisce solo a livello dell’utero, ma anche su altri organi, tra cui l’intestino. A livello intestinale il progesterone agisce rallentando la peristalsi intestinale che allunga il tempo di evacuazione. Inoltre è opportuno non dimenticare che molte donne soffrono già di stitichezza e quindi una gravidanza potrebbe sottolineare ulteriormente un problema già esistente.

Altri fattori possono incidere negativamente sui tempi di svuotamento intestinale sono:

    • Aumento di peso della madre, soprattutto se eccessivo
    • Alimentazione, spesso povera di fibre a causa delle nausee
    • Scarso movimento fisico, dettato spesso da un maggiore senso di stanchezza
    • Crescita dell’utero con il feto che comprime ulteriormente l’intestino.

Anche verso la fine della gravidanza si possono osservare stati di stitichezza; questo perché si ha l’aumento di un altro ormone, l’aldosterone, che agisce a livello del colon. Questo ormone causa un aumento dell’assorbimento dei liquidi intestinali, facendo sì che si formino feci più compatte e dunque più difficili da espellere.

Buone abitudini per favorire il transito intestinale in gravidanza

Un consiglio sempre valido per ridurre il problema stitichezza in gravidanza (e non solo) è quello di assumere un giusto quantitativo di liquidi giornalmente, soprattutto acqua (possibilmente naturale). L’ideale sarebbe assumerne almeno 2 litri al giorno. In questo modo le feci vengono idratate maggiormente e sarà più facile espellerle.

Anche assumere regolarmente fibre, tra cui frutta e verdura, è un’ottima strategia per contrastare la stipsi in gravidanza. Le fibre aumentano la massa fecale, favorendo un tempo di transito intestinale più rapido. Talvolta, tuttavia, è difficile assumere grandi quantità di fibre in gravidanza perché possono favorire le classiche nausee gravidiche, che rendono difficile una normale e varia alimentazione.

Qualora il bere più liquidi ed il cercare di mangiare di più non fossero sufficienti, è possibile ricorrere ad integratori a base di fibre, in modo da aumentare la massa fecale e favorire uno svuotamento intestinale più rapido.

In altri casi, se il corpo non rispondesse a nessuno dei trattamenti più blandi, il medico potrebbe decidere di prescrivere dei lassativi o dei clisteri.

Il consiglio del nutrizionista

Mantenere un intestino in salute è importante, e in gravidanza più che mai. Per questo può essere utile una corretta integrazione a base di probiotici da accompagnare a una dieta equilibrata.

Nella dieta di tutti i giorni cerca di inserire uno yogurt (possibilmente bianco, senza zuccheri) ed una o due prugne secche: lo yogurt è una fonte di probiotici, mentre le prugne secche aiutano l’evacuazione intestinale.

Ecco una ricetta perfetta per la colazione in caso di stipsi: yogurt e mela cotta con prugne e noci.

    • Tagliare una mela a cubi più o meno grandi e lasciarla scaldare in un pentolino con una tazzina d’acqua, un cucchiaio di succo di limone e, a piacere, la cannella.
    • Lasciar cuocere per 10-12 minuti, poi aggiungere due prugne secche tagliate in quarti.
    • Tenere sul fuoco altri 5 minuti e lasciar raffreddare.
    • Versare uno yogurt bianco intero da 125 ml in una ciotola, porvi sopra la mela cotta con le prugne ed una noce spezzettata.
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Autore

Dott.ssa Giulia Aliboni – Biologo Nutrizionista

Laurea triennale in Biologia presso Università di Pisa nel 2018 e Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso Università Statale di Milano nel 2020. Esperta in nutrizione personalizzata, disbiosi intestinale ed intolleranze alimentari. Socio Sinseb (Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere).

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