CATTIVA DIGESTIONE

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Cos’è la cattiva digestione

La cattiva digestione, conosciuta anche con il nome di dispepsia, può colpire chiunque: quasi tutti, almeno una volta nella vita, hanno avuto difficoltà a digerire un pasto particolarmente abbondante o pesante. Si stima che circa il 20% della popolazione mondiale soffra di cattiva digestione in maniera occasionale o persistente.

La dispepsia è caratterizzata da una serie di sintomi che spesso non sono riconducibili direttamente alla digestione e questo rende complicato capirne l’origine. Fin quando la cattiva digestione accade saltuariamente non è particolarmente fastidiosa, ma in alcuni casi può presentarsi spesso, in maniera quasi cronica, e può peggiorare molto la qualità della vita.

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I sintomi 

Secondo le linee guida più aggiornate si parla di dispepsia (o cattiva digestione) quando è presente un dolore epigastrico persistente della durata di almeno un mese, non riconducibile ad altre patologie riconoscibili.

In generale, gli altri sintomi della dispepsia sono molto variabili ed eterogenei: anche nello stesso paziente possono presentarsi in maniera diversa.

In ogni caso, i sintomi più comuni sono sicuramente:

Tra tutti questi sintomi, i più fastidiosi e caratterizzanti la cattiva digestione sono nausea, acidità e bruciore di stomaco. Spesso infatti, chi soffre di cattiva digestione lamenta una sensazione di nausea che può portare ad eruttazione e, nei casi più gravi, a fuoriuscita di materiale acido dallo stomaco (reflusso), situazione decisamente invalidante per chi soffre di questa condizione. A lungo andare, tutto questo può portare a comparsa di ulcere. 

I sintomi solitamente persistono fino a che lo stomaco non si è svuotato completamente (circa due o tre ore), ma può durare di più o di meno a seconda della pesantezza o leggerezza delle pietanze consumate.

Le cause

La cattiva digestione può avere innumerevoli cause. Per semplicità, distinguiamo la dispepsia in:

    • Organica, dovuta a disturbi dell’organismo come gastrite, reflusso gastroesofageo, sindrome di Sjorgen, infezione da Helicobacter pylori, ulcere, stitichezza, calcoli biliari, celiachia ed intolleranze alimentari, infezioni del tratto digerente, neoplasie del tratto digerente. Anche la gravidanza può essere una causa organica di dispepsia.
    • Funzionale, non è riconducibile ad evidenti condizioni fisiopatologiche, pertanto è più difficile da riconoscere e diagnosticare. Spesso è associata a dieta, stile di vita, ansia e stress come molte altre patologie del sistema digerente, ed apportando qualche modifica alla propria vita è possibile osservare un miglioramento della digestione.
    • Occasionale, si verifica esclusivamente in condizioni particolari, ad esempio dopo il consumo di un pasto molto abbondante (spesso in occasioni di cerimonie o feste) o di alimenti particolarmente difficili da digerire. In questo caso il trattamento si concentra sull’attenuazione dei sintomi che spesso sono esclusivamente nausea, bruciore ed eruttazione.

Rimedi

Per limitare questo disturbo digestivo, generalmente è opportuno seguire uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, bilanciata e povera di grassi saturi.

È anche consigliabile ritagliarsi del tempo per consumare il pasto: mangiare di corsa mentre si lavora non è corretto, perché aumenta stress ed ansia che possono rallentare la digestione.

Quando si ha dispepsia occasionale, è consigliabile utilizzare prodotti in grado di accelerare la digestione (non necessariamente farmaci, ma anche integratori naturali e vegetali), in modo da dare un aiuto al nostro organismo e da limitare il bruciore gastrico. 

Tra le erbe ed i prodotti naturali che possono aiutare in caso di cattiva digestione troviamo il finocchio, la menta, la liquirizia e la camomilla. Se la cattiva digestione è accompagnata da bruciore ed acidità di stomaco, contrariamente a quanto si pensa è fortemente sconsigliato assumere bevande gassate per accelerare la digestione. Infatti, nonostante possano far produrre aria e quindi dare la sensazione di aver digerito, provocano un ulteriore aumento della secrezione dei succhi gastrici acidi e quindi un aumento della sensazione di bruciore. Danno quindi un sollievo momentaneo, ma causano un aumento dei disagi e dei fastidi successivi.

Se la cattiva digestione persiste e diventa sempre più frequente, è opportuno rivolgersi ad un medico competente per poter indagare le cause e per trovare una cura efficace.

Consigli per contrastare la cattiva digestione

    1. Cerca di evitare pasti particolarmente abbondanti o pesanti 
    2. Non cuocere le pietanze nell’olio: condisci i tuoi piatti con olio extravergine di oliva a crudo  
    3. Quando mangi svuota la mente: l’alimentazione deve essere un momento per te
    4. Non fare attività fisica subito dopo aver mangiato
    5. Prova infusi al finocchio, zenzero o menta, formidabili digestivi naturali 
    6. Dividi la giornata in più spuntini: meglio mangiare poco e spesso che fare pochi pasti molto abbondanti, il tuo stomaco ti ringrazierà
    7. Prediligi cibi facili da digerire: carne bianca, pesce e verdure non troppo elaborati
    8. Evita le bevande alcoliche 
    9. Mangia frutta, legumi e verdura, ma attenzione alle fibre: ad esempio, preferisci i legumi decorticati
    10. La liquirizia è un ottimo digestivo, prova dopo pranzo ad assumerla come tisana o come caramellina senza zucchero

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